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Art directed: anatomia di un blog

Posted 6 years ago under Journal & tagged as > > > >

Si dice che il tempo sia la migliore medicina, cura le ferite del corpo e dell’anima; ma è anche il principale insegante che l’essere umano abbia avuto sin da subito. Il tempo ha insegnato agli uomini come alzarsi e camminare, seminare e raccogliere, leggere, scrivere e milioni di altre attività più o meno complesse. Certo il talento, l’impegno e persino la fortuna incidono nei singoli destini ma il passare del tempo è una costante assoluta. Tic, tac, 10.000 ore di un’attività e possiamo definirci esperti. Se passassimo, per dire, più di 400 giorni continuativi a fare l’autostop saremmo in grado di riconoscere un passaggio dal tipo di macchina o dal colore, dal rumore del motore e dalla qualità dell’asfalto. Ma è chiaro che passare 400 giorni di fila a chiedere un passaggio è un’impresa da folli, o da profeti. A noi credo sia concesso di provarci, con continuità, cercare di imparare il più possibile compatibilmente con l’aspetto più difficile da controllare in relazione al tempo, la vita. Anche perché, con la vita, l’assioma delle 10000 ore non regge.
Tutto questo per dire che il tema centrale di questo numerico spazio personale è il tempo e tutto il ben di Dio che ci nasconde.

Aggregatore

Ho attivato questo dominio per giocare con Sweetcron e Code Igniter, anche se archiviare i miei bookmark e salvarli in uno spazio di mia proprietà sarebbe stato comunque un buon pretesto; al riparo da chiusure improvvise di servizi come nel caso di Mag.nolia per capirci. Ormai sono passati quasi tre anni e dopo innumerevoli esperimenti, ironia della sorte, Sweetcron è stato mollato dall’autore. Resta comunque uno dei migliori software per gestire il lifestream personale ed una buona idea averlo testato.

Restano intatti anche i motivi, il tempo mi ha si suggerito di affidarmi alle braccia più salde e familiari di WordPress ma l’idea di fondo non è cambiata moltissimo. In pratica questo rimane un aggregatore di segnalazioni e contenuti pubblicati altrove e filtrati all’origine.

Purtroppo ho trovato solo un metodo per importare i feed via cron job, purtroppo perché si tratta di un plugin e confidare troppo nei plugin non è una prassi che mi senta di consigliare. Anche se FeedWordpress è un ottimo plugin, semplice da usare e ricco di opzioni, è immediato e molto potente e per questo consiglio cautela. Ci tengo anche a segnalare l’efficacia dei feed di pinboard che rendono possibile, ad esempio, l’import dei soli tweet contenenti link (gran parte dei miei tweet) e che è molto ben fatto in generale.Tooltip: FeedWordpress consiglio molta cautela prima di avviare il caricamento di un feed, si rischia l’invasione di tag e categorie o di vedere le une nelle altre e viceversa

Art directed Blog

Il blog non è la parte principale di questo progetto ma è quella di cui vado più fiero; pochi post e molta enfasi sullo stile, del resto di questo mi occupo per lavoro e mi sembrava ovvio porre l’accento sul contenitore piuttosto che sul contenuto.

Se fate una ricerca su google per art directed blog post vi renderete conto di cosa si tratta meglio che con mille (mie) parole. La prima volta che mi sono imbattuto in questo termine è stato nel blog di Jason Santamaria. In pratica si tratta di un blog dove i singoli post sono trattati come singole pagine, con un foglio di stile specifico per ogni post. Ci sono plugin che si occupano di gestire il tutto ma nel mio caso, forte di quanto detto sopra rispetto ai plugin, ho deciso di affidarmi ad un semplicissimo hack con i tag condizionali di WordPress; in pratica la gestione dello stile per ogni post è affidata a queste due righe di codice nel file header.php:

<?php if ( is_single() ) { ?>
<link rel="stylesheet" type="text/css" media="all" 
href="<?php bloginfo( 'template_url' ); ?>/css/<?php the_ID(); ?>/style.css" />
<?php } ?>

L’unica cosa che devo fare è caricare un nuovo foglio di stile nella cartella nominata seguendo gli ID dei post, semplice e lineare. Come piccolo sfizio personale ho aggiunto la possibilità di richiamare specifici font tramite custom field, sempre all’interno della stessa condizione in header.php. Il risultato è una sorta di palestra dove allenarsi e sperimentare, qualcosa di molto simile alla sandbox per i bambini.

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